La moda di lusso si trova ad affrontare una sfida fondamentale: la Generazione Z e i Millennials rappresentano quasi la metà delle vendite globali, eppure i clienti tradizionali e più anziani rimangono essenziali per i ricavi attuali.
Il problema è che il settore del lusso, da sempre lento ad adattarsi, continua a segmentare la clientela per generazione. Questo approccio non funziona più.
Un collezionista di oggetti vintage di 25 anni potrebbe avere più cose in comune con un appassionato di storia di 65 anni di quante ne abbiano entrambi con i loro coetanei.
Quello che stiamo osservando ora è che valori un tempo considerati “della generazione dei Millennial” – la dimestichezza con il digitale, la sensibilità alla sostenibilità, l’autentica espressione di sé – sono diffusi in tutte le generazioni.
Il libro “Luxury’s Generation Gap Is a Myth” esplora come i marchi leader combinino la conoscenza delle diverse generazioni con un’approfondita analisi psicografica per creare strategie che risuonino tra le varie fasce d’età senza diluire l’identità del marchio.
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