Camerini virtuali: uno sguardo al negozio del futuro - Fashion-First ERP

Camerini virtuali: uno sguardo al negozio del futuro

Non è un segreto che l’e-commerce abbia radicalmente cambiato il modo in cui operano i rivenditori. Essi devono adattarsi a un consumatore sempre più volubile, che ha poco tempo e attribuisce grande importanza alla comodità.

Dopotutto, perché mai qualcuno dovrebbe aspettare in una lunga coda quando potrebbe semplicemente ordinare un prodotto online e farselo consegnare direttamente a casa?

Ciò crea una situazione difficile per i rivenditori tradizionali, che devono alzare la posta in gioco e creare nuove esperienze che invoglino i clienti a uscire di casa e a tornare nelle vie commerciali.

Entra nel negozio del futuro.

Il cosiddetto “negozio del futuro” potrebbe avere un aspetto molto diverso a seconda di chi si interpella; tuttavia, è ragionevolmente certo che includerà camerini di prova virtuali.

Un giorno i camerini di prova virtuali diventeranno la norma

In linea generale, i camerini virtuali integreranno una serie di tecnologie come la realtà aumentata (AR), l’intelligenza artificiale (AI) e gli scanner 3D.

Sfruttando le potenzialità di queste tecnologie, i rivenditori potranno creare camerini di prova che consentiranno ai clienti di provare virtualmente i vestiti sovrapponendo le immagini del prodotto alla persona tramite specchi intelligenti.

Naturalmente, questo si traduce in un’esperienza di shopping più igienica, dato che non tutte le persone provano gli stessi vestiti.

Ma, cosa forse ancora più importante, offre maggiore praticità poiché i clienti possono provare una moltitudine di prodotti in rapida successione senza doverli cambiare continuamente.

Per spingersi oltre, è possibile utilizzare algoritmi basati sull’intelligenza artificiale per fornire ai clienti consigli sui prodotti in base alle loro specifiche preferenze di stile.

Considerato che il 51% dei consumatori ha precedentemente dichiarato di voler evitare l’interazione umana con il personale dei negozi, questa potrebbe essere un’aggiunta preziosa per i negozi fisici.

Gli specchi intelligenti potrebbero anche essere collegati a codici QR per consentire ai clienti di effettuare acquisti in negozio dopo aver provato virtualmente i capi, offrendo al contempo un metodo di pagamento senza intoppi.

C’è interesse da parte dei consumatori per i camerini di prova virtuali

Sebbene l’idea di un camerino virtuale possa inizialmente risultare difficile da accettare, esistono prove che dimostrano come l’interesse dei consumatori per tali concetti sia indubbiamente presente.

In effetti, nel 2020 il valore dei camerini di prova virtuali si aggirava intorno ai tre miliardi di dollari, ma le previsioni di Statista suggeriscono che questa cifra potrebbe crescere esponenzialmente fino a raggiungere i 13 miliardi di dollari entro il 2028 .

Nello stesso studio, il 33% ha indicato che utilizzerebbe specchi intelligenti per provare i vestiti se la tecnologia fosse già disponibile nel negozio che intendevano visitare.

Circa il 21% ha dichiarato che farebbe di tutto per recarsi in un negozio appositamente per utilizzare questa funzionalità, mentre il 18% ha già provato un camerino virtuale.

È evidente che la richiesta di camerini di prova virtuali esiste ed è destinata a crescere ulteriormente. Ma questo non dovrebbe sorprendere, visto il vertiginoso aumento del commercio sociale durante la pandemia.

Shopify ha esplorato la tecnologia AI per supportare le esperienze di prova virtuale dei prodotti e ha scoperto, in modo sorprendente, che i tassi di conversione sono aumentati del 250% per i prodotti che supportavano modelli 3D e realtà aumentata.

Con quest’ottica, sembra quasi inevitabile che un giorno i camerini virtuali diventeranno una realtà comune nei negozi.

I rivenditori hanno già iniziato a sperimentare i camerini di prova virtuali

Ci sono già rivenditori in tutto il mondo che hanno iniziato a sperimentare i camerini di prova virtuali, come H&M .

Nel 2021, la multinazionale dell’abbigliamento ha implementato diverse cabine di prova virtuali in alcuni dei suoi negozi in tutta la Germania.

La sperimentazione è stata il risultato di una collaborazione tra Nexr Technologies SE e il suo laboratorio di innovazione H&MBeyond, con sede a Berlino.

AvatarCloud Fashion, un’app, è stata utilizzata in combinazione con scanner corporei installati nei negozi, che permettevano ai clienti di provare virtualmente i vestiti e vedere come stavano.

Ai clienti veniva fornito un avatar virtuale gratuito che utilizzava le loro esatte misure corporee, e potevano provare circa 30 capi dell’ultima collezione disponibile all’epoca.

Questo è fondamentale perché l’utilizzo di misure corporee precise permette ai clienti di essere certi che i capi saranno della taglia giusta, consentendo così ai rivenditori di ridurre i costosi resi, un problema che li affligge da tempo.

E, naturalmente, meno resi significano meno sprechi, il che contribuisce a risolvere, almeno in parte, il problema cruciale della sostenibilità anche nel settore della vendita al dettaglio e della moda.

Inutile dire che i camerini virtuali offrono numerosi vantaggi sia ai rivenditori che ai consumatori. Rappresentano la naturale evoluzione dell’esperienza di acquisto nei negozi fisici e non passerà molto tempo prima che si diffondano ovunque.

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