Negli ultimi anni, consumatori e imprese si sono resi conto sempre più che è giunto il momento di adattarsi e abbandonare le pratiche dispendiose.
Infatti, una ricerca condotta da K3 lo scorso anno su 2.000 consumatori del Regno Unito ha rilevato che il 30% di essi aveva boicottato un rivenditore per la sua scarsa attenzione alle tematiche ambientali.
Questa cifra è salita a un sorprendente 54% per i consumatori di età compresa tra i 18 e i 24 anni.
Ma non sono solo i consumatori a dover preoccupare le aziende… in tutto il mondo vengono proposte e attuate sempre più leggi che obbligano i marchi ad adottare pratiche ecocompatibili.
Un esempio in tal senso è la legge tedesca sulla catena di approvvigionamento, che dal 2023 si applicherà alle aziende con 3.000 dipendenti e successivamente anche a quelle con 1.000 dipendenti.
La legge sulla catena di approvvigionamento mira a rafforzare la tutela dei diritti umani garantendo:
- Le aziende rispettano i diritti umani lungo tutta la loro catena di fornitura.
- Le aziende istituiscono meccanismi di gestione dei reclami.
- Le aziende redigono rapporti sulle proprie attività.
In un contesto di consumatori sempre più attenti all’ambiente e di normative emergenti, è chiaro che i rivenditori e le aziende del settore moda devono iniziare a prendere sul serio la sostenibilità. Ma quanto sono realmente preparati per i prossimi mesi?
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