Key insights from McKinsey’s The State of Fashion 2025 - Fashion-First ERP

Principali spunti tratti dal rapporto “The State of Fashion 2025” di McKinsey

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Guardando al 2025, l’industria della moda rimane in una posizione precaria, con l’incertezza economica, la tecnologia e il cambiamento delle priorità dei consumatori in cima alle priorità.

L’ultimo rapporto di McKinsey, “The State of Fashion 2025” , offre uno sguardo approfondito sulle sfide e le opportunità che stanno plasmando il settore.

Di seguito, riassumiamo i principali spunti per aiutare le aziende a prepararsi per l’anno a venire.

Mantenere la stabilità della nave in mezzo alla turbolenza

L’industria globale della moda entra nel 2025 in un clima di ottimismo contenuto. Si prevede che la crescita dei ricavi si stabilizzi su percentuali a una sola cifra, segnando un allontanamento dalla ripresa trainata dal lusso degli anni precedenti.

Per la prima volta in oltre un decennio, i segmenti non di lusso stanno trainando la crescita degli utili, a testimonianza della crescente preferenza dei consumatori per opzioni che offrono un buon rapporto qualità-prezzo.

Tuttavia, solo il 20% dei leader del settore prevede un miglioramento della fiducia dei consumatori, citando l’inflazione elevata, le tensioni geopolitiche e i cambiamenti demografici come principali fonti di preoccupazione.

Dal punto di vista geografico, il ruolo dell’Asia nel mondo della moda si sta diversificando. Con il rallentamento della crescita economica cinese, mercati come India, Giappone e Corea del Sud stanno emergendo.

L’India, sostenuta da una crescita del PIL prevista del 7%, rappresenta un’opportunità chiave per i marchi di fascia media e di lusso.

Sensibilità al prezzo e preferenze in evoluzione

Le pressioni economiche stanno rimodellando il comportamento dei consumatori. Gli acquirenti sono sempre più attenti al rapporto qualità-prezzo, il che stimola la crescita dei mercati della rivendita e degli sconti.

Al contempo, il ritorno dello shopping nei negozi fisici evidenzia il desiderio di esperienze tattili, spingendo i marchi a investire in ambienti di vendita personalizzati e memorabili.

Nel settore dell’e-commerce, la selezione dei prodotti basata sull’intelligenza artificiale sta diventando essenziale, poiché i consumatori cercano sollievo dalla sovrabbondanza di scelta.

I consumatori più anziani, o la “Generazione d’argento”, rappresentano un’altra forza in ascesa.

Entro il 2025, gli over 50 rappresenteranno una quota significativa della crescita della spesa globale. I marchi di moda dovranno soddisfare le preferenze di questa fascia demografica in termini di qualità, comfort e funzionalità, cercando al contempo di attrarre diverse generazioni.

L’intelligenza artificiale sta incrementando il coinvolgimento dei consumatori

Non sorprende che l’intelligenza artificiale continui a ridefinire il panorama della moda. Dalle esperienze di acquisto personalizzate alla previsione della domanda, gli strumenti di intelligenza artificiale generativa stanno incrementando l’efficienza e il coinvolgimento dei consumatori.

Tra gli esempi più significativi si annoverano strumenti che associano le immagini caricate dai clienti a link di acquisto e piattaforme di intelligenza artificiale che migliorano la precisione della ricerca contestuale. Tuttavia, i brand devono procedere con cautela, assicurandosi che le soluzioni di intelligenza artificiale siano in linea con la loro identità e i loro valori.

Il commercio sociale continua a crescere, integrando la scoperta dei prodotti e il processo di acquisto in esperienze fluide e senza interruzioni.

Piattaforme come TikTok sono fattori chiave, con contenuti generativi basati sull’intelligenza artificiale che creano percorsi di acquisto personalizzati.

Per rimanere competitive, le aziende dovrebbero dare priorità ai sistemi di intelligenza artificiale flessibili e alla formazione del personale in materia di competenze digitali.

La sostenibilità rimane una priorità a lungo termine?

Nonostante le difficoltà economiche, la sostenibilità rimane essenziale per la competitività a lungo termine. Le pressioni normative, come il Regolamento UE sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti, spingono i marchi ad adottare pratiche sostenibili.

La dipendenza del settore della moda da fornitori di piccole e medie dimensioni complica gli sforzi di decarbonizzazione, ma le iniziative collaborative, come i progetti di energia rinnovabile in Bangladesh, dimostrano il potenziale di progresso.

Investire in materiali sostenibili e catene di approvvigionamento trasparenti è fondamentale. Tecnologie come i gemelli digitali e le piattaforme di tracciabilità aiutano i marchi a monitorare le emissioni e gli sforzi per la riduzione dei rifiuti.

Per ampliare queste iniziative, i marchi devono promuovere partnership a lungo termine con i fornitori e allinearsi su obiettivi di sostenibilità condivisi.

Cambiamenti regionali nell’approvvigionamento e nel commercio

Il panorama del commercio globale sta subendo una profonda trasformazione. L’aumento dei costi e le tensioni geopolitiche stanno spingendo la diversificazione commerciale dalla Cina verso mercati come Vietnam, Bangladesh e India.

Il nearshoring continua a guadagnare terreno in modo significativo, con Messico e Turchia che si affermano come hub di approvvigionamento chiave grazie alla loro vicinanza e agilità.

Tuttavia, le crescenti barriere commerciali e la necessità di resilienza stanno spingendo i marchi a ripensare le strategie della catena di approvvigionamento e a rafforzare i rapporti con i fornitori.

La generazione d’argento: un nuovo motore di crescita?

Mentre i marchi cercano di capitalizzare sul mercato della Generazione Z, la fascia demografica degli over 50 si è affermata come un’altra importante opportunità.

Grazie alla considerevole ricchezza e alla crescente quota di spesa globale, questa fascia di popolazione rappresenta un mercato ad alto potenziale.

I marchi devono sviluppare linee di prodotti su misura, che uniscano design senza tempo a comfort moderni.

Le strategie di marketing dovrebbero sfruttare le informazioni ricavate dai dati per essere in sintonia con i valori aziendali, mantenendo al contempo un forte appeal per tutte le fasce d’età.

Affrontare le sfide relative alla gestione delle scorte

Le scorte in eccesso e gli squilibri di inventario rimangono problemi significativi, con una sovrapproduzione il cui valore è stimato tra i 70 e i 140 miliardi di dollari all’anno.

Le fluttuazioni della domanda dovute ai cambiamenti climatici complicano ulteriormente le previsioni. Per affrontare queste sfide, i marchi stanno adottando strumenti basati sui dati per una previsione accurata della domanda e modelli di acquisto dinamici che riducono al minimo gli sprechi.

Le normative sulla sostenibilità impongono maggiore urgenza, obbligando i marchi a segnalare le scorte in eccesso e ad attuare iniziative di riciclo.

L’abbigliamento sportivo continua a dominare

Si prevede che l’abbigliamento sportivo supererà la crescita del settore moda in generale, trainato dalle tendenze athleisure e dai consumatori attenti alla salute.

Marchi emergenti come Hoka e On sono leader del settore, sfruttando l’innovazione e il marketing di nicchia per superare i concorrenti affermati.

Il loro successo evidenzia l’importanza della differenziazione del prodotto e della risonanza culturale.

L’intelligenza artificiale incontra la creatività umana

L’ampia offerta di moda online spesso disorienta i consumatori. Gli strumenti di ricerca basati sull’intelligenza artificiale contrastano questa “paralisi da scelta” creando esperienze di acquisto personalizzate.

Le piattaforme social come TikTok stanno trasformando anche la scoperta dei brand, fondendo intrattenimento e commercio. Per avere successo, i brand devono trovare un equilibrio tra innovazione tecnologica e narrazione autentica che risuoni con il loro pubblico.

L’agilità rimane fondamentale

Il rapporto di McKinsey sottolinea l’urgenza per i marchi di rimanere al passo con le ultime tendenze e strategie di approvvigionamento, dove l’agilità è più cruciale che mai.

Abbracciando l’innovazione e concentrandosi su strategie incentrate sul cliente, i marchi saranno in grado di affrontare al meglio le sfide del 2025 e uscirne rafforzati.

Risorse utili

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